Uomo con barba e occhiali trasparenti che mangia una fetta di pizza con superficie croccante e formaggio fuso.

La Nostra è una Scelta Controcorrente.

Abbiamo scelto di tornare all’essenziale, riscoprendo la semplicità autentica della pizza in teglia romana. Senza eccessi, senza complicazioni: una pizza bassa, leggera e croccante, pensata per esaltare ogni ingrediente. Quella che fa "crack" al primo morso, che si mangia con le mani e che ti fa venire voglia di prenderne subito un'altro pezzo. È la pizza che ci piace ed è quella che meglio racconta chi siamo.

Nastro di legno con insegna di legno con il testo "L'Oca Grassa" in caratteri marroni su sfondo nero

Un’Idea Rimasta in un Cassetto per Dieci Anni.

La prima volta che abbiamo parlato di aprire una pizzeria insieme è stato più di dieci anni fa. Era un’idea che ci accompagnava da tempo, ma che ha dovuto aspettare il momento giusto. Poi, quasi per caso, è arrivata l’occasione di trasformarla in realtà.

L’Oca Grassa nasce così: da un progetto costruito passo dopo passo, senza fretta e senza scorciatoie. Cresce ogni giorno insieme a noi, con la voglia di fare una pizza semplice, fatta bene e capace di raccontare quello in cui crediamo. Perché le cose migliori sono quelle che si costruiscono con il tempo, la cura e la passione.

Chi c’è Dietro all’Impasto.

Dietro ogni teglia c’è il lavoro di Ezechiele: oltre vent’anni passati davanti ai forni, dalle pizzerie di Roma fino a un’esperienza a Londra che ha ampliato il suo sguardo senza mai allontanarlo dalle proprie radici. Anni dedicati a conoscere la materia prima, rispettarne i tempi e capire cosa rende una pizza davvero buona. Perché, alla fine, sono la cura e la semplicità a fare la differenza.

Disegno stilizzato di un uccello che sorride, con un grande becco e zampe, disegnato in stile minimalista con linee marroni sottili su sfondo nero.

Il Perché di un Nome.

L'Oca Grassa è un nome buffo, inaspettato, difficile da dimenticare. Ma dietro l'ironia c'è un messaggio preciso: il piacere di mangiare qualcosa di buono e di abbandonarsi, senza riserve, a quel momento. È il nostro modo di vivere la tavola e, in fondo, anche una dichiarazione d'intenti.